Tuesday, May 18, 2010

…110 con lode

Grande Agnese, seconda laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione.

Titolo della tesi: “Mediazione didattica e motivazione all’apprendimento”.

Standing ovation della commissione. Lacrime di commozione dei presenti.

Grande Agnese!

Sguardo complice e compiaciuto…

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Tuesday, March 23, 2010

…cambio di stagione

donna_che_annusa_il_fiore

…un omaggio grafico all’avvento di una stagione ricca di profumi e colori!

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Monday, March 15, 2010

alluce… ovvero una questione di punti (di vista)

alluce… un doveroso omaggio al mio alluce e a coloro che prediligono il genere “splatter”!

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Sunday, March 7, 2010

No comment…anzi comment!

Dal Corriere della Sera- Economia_____________________

ROMA – Aumenta la pressione fiscale e la disoccupazione (che tocca il record dal 2004), mentre crolla il prodotto interno lordo (-5%, mai così male da quasi 40 anni) e il saldo primario per la prima volta dal 1991 è negativo. Lo comunica l’Istat nei Conti economici nazionali dell’anno appena trascorso.

DISOCCUPAZIONE – A gennaio è la disoccupazione è giunta all’8,6%, in crescita dall’8,5% dello scorso dicembre. Il numero delle persone in cerca di occupazione a gennaio è risultata pari a 2.144.000. Lo comunica l’Istat sulla base dei dati provvisori e destagionalizzati, sottolineando che è il dato peggiore da gennaio 2004, inizio delle serie storiche, quando era stato rilevato all’8,3%. A gennaio 2010 la variazione congiunturale è sostanzialmente nulla, ma il dato complessivo è in aumento dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2009. Sono pari a 307 mila le persone occupate perse rispetto a un anno fa. Il numero delle persone in cerca di occupazione a gennaio risulta in crescita dello 0,2% (+5 mila) rispetto al mese precedente e del 18,5% (+334 mila) rispetto a gennaio 2009. Si tratta dell’ottavo incremento su base mensile consecutivo. La disoccupazione giovanile si colloca al 26,8%. Il tasso di disoccupazione giovanile cresce di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,6 punti percentuali su base annua.

PIL -5% – Il prodotto interno lordo (Pil) italiano nel 2009 è diminuito del 5%. Lo segnala l’Istat precisando che si tratta del dato peggiore dal 1971, dall’inizio cioè della serie storica. Le ultime previsioni di governo, indicate nell’aggiornamento al Programma di stabilità italiano, indicavano un Pil in calo del 4,8%. Nella stima provvisoria il Pil aveva registrato una diminunizione del 4,9%. L’Istat ha anche rivisto al ribasso le stime 2007 e 2008: rispettivamente da +1,6% a +1,5% e da -1% a -1,3%.

INDEBITAMENTO – L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche (deficit/Pil) calcolato ai fini del Trattato di Maastricht è stato pari al 5,3%, superiore a quello registrato nell’anno precedente, che fu pari al 2,7%. In valore assoluto l’indebitamento netto è aumentato di circa 38,2 miliardi di euro, attestandosi a 80,8 miliardi di euro. Lo comunica l’Istat rilevando che per la prima volta dal 1991 il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato negativo: pari allo 0,6% del Pil, inferiore di oltre 3 punti rispetto al livello positivo raggiunti nel 2008 (2,5%). Il debito pubblico dell’Italia è volato a quota 115,8% al termine del 2009 sulla base dell’ultime stime elaborate dalla Banca d’Italia che indicavano un debito a 1.761,191 miliardi di euro.

FISCO – La pressione fiscale sale al 43,2% del Pil, in salita dal 42,9% del 2008. Tale risultato – spiega l’Istat – è l`effetto di una riduzione del Pil superiore a quella complessivamente registrata dal gettito fiscale e parafiscale, la cui dinamica negativa (-2,3%) è stata attenuata da quella, in forte aumento, delle imposte in conto capitale (cresciute in valore assoluto di quasi 12 miliardi di euro). Le imposte dirette sono diminuite del 7,1%, quelle indirette del 4,2% e i contributi sociali effettivi dello 0,5%. L`andamento di questi ultimi riflette la tenuta delle retribuzioni lorde, dovuta alla lieve crescita dell`importo medio pro-capite, che ha parzialmente compensato la flessione dell`occupazione.

ENTRATE – Nel 2009 le entrate totali, pari al 47,2% del Pil, sono diminuite dell’1,9% rispetto all’anno precedente. Nel 2008 erano cresciute dell’1,1%. Le uscite totali sono risultate pari al 52,5% del Pil (49,4% nel 2008), con una variazione del +3,1% rispetto all’anno precedente.

CONSUMI – Nel 2009 si è registrata una contrazione in termini reali dell’1,2% dei consumi finali nazionali, secondo i dati Istat, e in particolare una flessione dell’1,8% per la spesa delle famiglie residenti, un incremento dello 0,6% per la spesa delle amministrazioni pubbliche e un rialzo dell’1,1% per le istituzioni sociali private. La flessione dei consumi privati interni è stata pari all’1,9%. Per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente e le retribuzioni lorde sono diminuiti dello 0,6%.

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Dal moderato Corriere della Sera ho riportato uno stralcio per riportare l’attenzion sulla sostanza  delle cose e non per mero “sfascismo”; ci dicono che al timone abbiamo chi risolve le emergenze.  Bene! Ma forse sono distratti e vorrei ricordar loro che sistono dei problemini non da poco! 

O dobbiamo aspettarci un decreto interpretativo per le statistiche?…

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Monday, February 22, 2010

Auguri a Gaetano!

Anche se con un po’di ritardo voglio parlare di un evento che mi ha ricondotto ai pensieri positivi a discapito delle “ombre”…

 Festeggiare gli 80 anni di una persona che rappresenta per il suo modo di essere e di vivere un sano esempio di vitalità, semplicità e qualità è stato per me un atto doveroso e un grandissimo piacere. Non è un caso che per omaggiare Gaetano (mio suocero -ma è solo un dettaglio-) pubblichi per la prima volta una foto piuttosto che le solite elaborazioni grafiche.

L’allegria che esprime e che voglio condividere è quella che sempre contraddistingue le occasioni in cui ci incontriamo. Da lui c’è sempre da imparare. Persona curiosa, grande lettore, inventore-riparatore, uomo etico, di grande spessore morale, uomo di aforismi da lui coniati, di dignità e coerenza inflessibile. Queste grandi qualità non gli hanno risparmiato fatiche e grandi dolori nella vita ma lo hanno reso quella straordinaria persona che è. Grazie a Gaetano.

Il nostro regalo? Per lui non poteva essere un pensiero banale…cinque musicisti messicani hanno rallegrato la grande festa a lui dedicata (Gaetano è quello a destra, a sinistra il suo fratellino Carlo di 74 anni…che famiglia!).
 

geatano_messicano

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Thursday, February 18, 2010

ora più che mai…

GramsciAntonio Gramsci – Indifferenti - (scritto dal carcere)

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza.

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

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Wednesday, January 27, 2010

Uso della parola

Rubo ad Agnese, con il suo consenso, un contributo che risolve una mia esigenza di espressione. La ringrazio perché ha trovato le parole più giuste, rappresenta fedelmente il mio sguardo su quanto ci circonda…

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” È già un po’ di tempo ormai che rifletto sull’uso che si fa della parola. La mia scelta di studi è stata pilotata proprio da una smania folle di fagocitare le parole di grandi maestri dello scrivere e del parlare. La retorica e l’oratoria, si diceva, e lo studio dell’organizzazione del discorso, la ricerca del loro esatto valore per rappresentare con compiutezza un pensiero. La mia ossessiva gioia. Allora ho esaminato i tanti significati che una parola, solo una, può avere in una frase;  come una sola parola, cambiata, possa stravolgere tutto; o, ancora, come una parola, senza la sua vicina, perda la forza del suo significato. Ho sempre creduto nelle parole, quelle che stanno lì, in attesa di essere trovate e usate per dare la visione di un pensiero.
Le mie parole procedono come formiche ordinate e severe.
Dipende, però, dall’uso che se ne fa. Conosco molti le cui parole non rappresentano nulla. Sono suoni ben articolati, ripetuti, che non corrispondono a pensieri, azioni, descrizioni. Sono contenitori vuoti di senso, di intenzioni, di sentimenti. Le parole dette a tutti i costi per nascondere, che sconcertano per la loro volgare banalità, che insinuano dubbi, che offuscano lo sguardo, che inveiscono contro la verità, che lodano le proprie bieche manovre, che raggirano i sentimenti, che giustificano il torto fatto, usate come mero strumento d’inganno. Tante, tante parole tristi. Rimangono,  e cambiano le vite, e non permettono di riguardare occhi, ormai osceni di menzogna.
Allora le mie parole si ritirano, chiudono un piccolo cerchio, si risparmiano. Poche a pochi. Solo a chi conosce il loro valore.”

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Wednesday, December 16, 2009

Dopo un anno…

…ho pensato ben di ricominciare. Ma non di cambiare!
Può sembrare banale ma ritengo che in momenti come questi il “non cambiare” sia un valore ed è quanto voglio affermare con veemenza.

In un questo anno sono cambiate delle cose, alcune apparentemente, altre in modo sostanziale. Posso affermare con buona certezza (esiste un margine…) che questo “movimento” sia stato il fluire di eventi, situazioni, persone e personaggi, parole anzi tantissime parole…

…ma, mai come in questa fase, ho provato il piacere (spesso il conforto) di riconoscere me stesso e il mio modo di essere nelle scelte che ho fatto e che continuo a fare: prima tra tutte la scelta di condividere la mia vita con Agnese.

Si perchè in tanto “movimentato rumore se non romoroso movimento” ho dovuto continuamente mettere a dura prova la mia capacità di mantenere la “barra” dritta; la cosa sarebbe stata indubbiamente più difficile e dolorosa se non avessi goduto del beneficio di una condivisione totale di intenti e moventi con la persona che amo. Questa è la cosa di cui più sono felice ed orgoglioso (un primo bel “non cambiare”); abbiamo mantenuto - nonostante le sorprese (in negativo purtroppo) e gli agguati che questa vita ci riserva - la nostra idealità, una sana spiritualità (a modo nostro) e una doverosa coerenza (un secondo fondamentale “non cambiare”).

Spiacevolezze e spiacevoli artefici non sono degni di nota: brillano della loro pochezza umana e intellettuale, si scioglieranno rapidamente perché sono legate/i al momento e all’opportunità. Tanti saluti a loro che passano… noi rimaniamo e, cosa peggiore (per loro), felici di quello che siamo e di ciò che saremo. 

A presto…

nosmoke

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Monday, December 15, 2008

Facebook…

…dopo parecchio tempo ritorno sul blog! Approfitto di uno stato influenzale (Australia?) per dedicarmi a trascrivere un pensiero che mi “frulla” in testa da qualche tempo.
In questo recente periodo mi sono addentrato nell’affascinante mondo del “social network” di cui FB è di certo l’espressione di maggior successo; si cade (letteralmente) in questo circuito grazie ad un “amico” che tramite mail ti invita… Una volta ceduto alle lusinghe dell’amico sei “face-fottuto”!
Ho vissuto questa esperienza con iniziale curiosità e ho rilevato un interfaccia intuitivo e funzionalità interessante: chat, mail, forum e editor, tools vari integrati in una sola piattaforma. Bravi, grande idea indubbiamente! E allora vai…si comunicano i propri stati d’animo, si condividono idee e gusti, ci si commenta reciprocamente, ci si mostra con ricche gallerie fotografiche e si raccolgono “adesioni”…oopps intendevo “amici”.
Tanti amici, amici su amici, è fantastico: ci sono persone così dotate di fascino, carisma e non so cosa che hanno migliaia di “amici”, e allora si organizzano feste, rimpatriate tra vecchi compagni di classe, gruppi di ascolto, riunioncine politiche (se ci scappano) e perché no…qualche bella campagna di promozione!
Ma non anticipiamo i tempi…dunque, sei appena entrato nel circuito: hai come amico la persona che ti ha contattato e in potenza i suoi “amici”, inizi a guardarti intorno non sei solo! nel tuo ufficio tutti lo conoscono…quindi il giro si allarga e, incredibile, gli “amici” ti cercano, si propongono. Nel giro di poco tempo se ti ci metti d’impegno allarghi il tuo giro di amicizie a vista d’occhio. 100 è il primo obiettivo, poi 1000…si può fare.

Poi, se sei uno forte, puoi “condire” le tue amicizie con qualche “famoso”, vuoi mettere avere nel tuo ”mostra gli amici” il simpatico politico, la bellissima attrice o addirittura il cantante che di più non si può…  (sullo sfondo si sentono gli “ooooooooooo” di stupore, allora sei veramente un fico!); i tuoi commenti non sono più semplici commenti, puoi permetterti di dire delle banalità “pazzesche” che grondano “retorica” d’accatto eppure queste appariranno parole di “spessore” che ti renderanno l’opinion-maker di punta di FB! e qualche povera anima candida non si esimerà dal commentare: Siiiiiiiiii, sei grande! Continua a d illuminarci!

Ma non è solo farsi tanti “amici”: potrai scoprire che persona sei con gli incredibili test o quiz che ti vengono sottoposti (ricordano quelli di certi giornali che solitamente “schifi” ma non importa perché lo stai facendo su FB quindi sei trendy, evoluto… all’avanguardia);

E potrai impegnarti in cause nobili e …meno nobili, sì perché passiamo dall’abbattimento delle barriere architettoniche al neurone da regalare al “tronista” (questa era carina e forse l’avrei dovuta sostenere).

Insomma tante belle attività “socializzanti e gratificanti” ma…

A un certo punto ho pensato ma perché devo mettere in connessione sulle “mie cose e i miei pensieri” mia cognata con i miei ex allievi o e magari gli stessi “teppisti” (ma adorati) con la mia “santa”nipotina? Ma stiamo “pazziando” che cosa c’è da condividere? Ma chi siete? Chi vi conosce? Non vi voglio conoscere su FB! Non voglio essere un primatista di “amicizie”…magari poche ma vere senza ”facilitazioni tecnologiche”.

Non sono interessato alle prossime”campagne” di opinione o a far parte di un gruppo “felice e sorridente” o  magari del futuribile “gruppo dei convinti assertori di una libera espressione senza regole grammaticali” (?).

Mi dispiace non organizzerò feste “oceaniche” ma probabilmente non sarò neanche protagonista dei futuribili “incontriamoci noi pro con voi contro e… meniamoci”.

Credo che le evoluzioni future di questo fenomeno sia un argomento che meriti una certa attenzione al di là delle ipotesi “fantasy”.

Il social network rappresenta ambito “golosissimo” per gli uomini del marketing; ogni utente si “auto-profila”  cioè identifica gli elementi salienti che lo rendono riconoscibile in primo luogo come soggetto sociale (i gusti sessuali, orientamenti politici e religiosità et cetera) e successivamente come consumatore…per questo motivo saranno certamente creati dei test ad hoc.

Se per ora ci si è limitati all’organizzazione di feste più o meno grandi e più o meno riuscite (interessante quanto accade all’estero dove bande di teppisti utilizzano le feste in questione per introdursi clandestinamente e fare opera di devastazione)  per il futuro attendo fiducioso gli spunti creativi di qualche azienda evoluta…per non parlare della politica che”scenderà in campo” in modo vistoso in occasione delle prossime tornate elettorali.

Sai quante “amicizie disinteressate” spunteranno!

In sostanza ci sono degli aspetti che non mi lasciano tranquillo e non credo negli anticorpi del popolo del web! Sono loro stessi che si stanno cucendo un bel vestitino.

Ciao Facebook a non rivederci…spiacente ma non fai per me!

Posted by jorghe in 21:13:14 | Permalink | Comments (4)

Wednesday, November 5, 2008

and now…

Posted by jorghe in 04:39:29 | Permalink | Comments Off