Wednesday, January 27, 2010

Uso della parola

Rubo ad Agnese, con il suo consenso, un contributo che risolve una mia esigenza di espressione. La ringrazio perché ha trovato le parole più giuste, rappresenta fedelmente il mio sguardo su quanto ci circonda…

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” È già un po’ di tempo ormai che rifletto sull’uso che si fa della parola. La mia scelta di studi è stata pilotata proprio da una smania folle di fagocitare le parole di grandi maestri dello scrivere e del parlare. La retorica e l’oratoria, si diceva, e lo studio dell’organizzazione del discorso, la ricerca del loro esatto valore per rappresentare con compiutezza un pensiero. La mia ossessiva gioia. Allora ho esaminato i tanti significati che una parola, solo una, può avere in una frase;  come una sola parola, cambiata, possa stravolgere tutto; o, ancora, come una parola, senza la sua vicina, perda la forza del suo significato. Ho sempre creduto nelle parole, quelle che stanno lì, in attesa di essere trovate e usate per dare la visione di un pensiero.
Le mie parole procedono come formiche ordinate e severe.
Dipende, però, dall’uso che se ne fa. Conosco molti le cui parole non rappresentano nulla. Sono suoni ben articolati, ripetuti, che non corrispondono a pensieri, azioni, descrizioni. Sono contenitori vuoti di senso, di intenzioni, di sentimenti. Le parole dette a tutti i costi per nascondere, che sconcertano per la loro volgare banalità, che insinuano dubbi, che offuscano lo sguardo, che inveiscono contro la verità, che lodano le proprie bieche manovre, che raggirano i sentimenti, che giustificano il torto fatto, usate come mero strumento d’inganno. Tante, tante parole tristi. Rimangono,  e cambiano le vite, e non permettono di riguardare occhi, ormai osceni di menzogna.
Allora le mie parole si ritirano, chiudono un piccolo cerchio, si risparmiano. Poche a pochi. Solo a chi conosce il loro valore.”

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Wednesday, December 16, 2009

Dopo un anno…

…ho pensato ben di ricominciare. Ma non di cambiare!
Può sembrare banale ma ritengo che in momenti come questi il “non cambiare” sia un valore ed è quanto voglio affermare con veemenza.

In un questo anno sono cambiate delle cose, alcune apparentemente, altre in modo sostanziale. Posso affermare con buona certezza (esiste un margine…) che questo “movimento” sia stato il fluire di eventi, situazioni, persone e personaggi, parole anzi tantissime parole…

…ma, mai come in questa fase, ho provato il piacere (spesso il conforto) di riconoscere me stesso e il mio modo di essere nelle scelte che ho fatto e che continuo a fare: prima tra tutte la scelta di condividere la mia vita con Agnese.

Si perchè in tanto “movimentato rumore se non romoroso movimento” ho dovuto continuamente mettere a dura prova la mia capacità di mantenere la “barra” dritta; la cosa sarebbe stata indubbiamente più difficile e dolorosa se non avessi goduto del beneficio di una condivisione totale di intenti e moventi con la persona che amo. Questa è la cosa di cui più sono felice ed orgoglioso (un primo bel “non cambiare”); abbiamo mantenuto - nonostante le sorprese (in negativo purtroppo) e gli agguati che questa vita ci riserva - la nostra idealità, una sana spiritualità (a modo nostro) e una doverosa coerenza (un secondo fondamentale “non cambiare”).

Spiacevolezze e spiacevoli artefici non sono degni di nota: brillano della loro pochezza umana e intellettuale, si scioglieranno rapidamente perché sono legate/i al momento e all’opportunità. Tanti saluti a loro che passano… noi rimaniamo e, cosa peggiore (per loro), felici di quello che siamo e di ciò che saremo. 

A presto…

nosmoke

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Monday, December 15, 2008

Facebook…

…dopo parecchio tempo ritorno sul blog! Approfitto di uno stato influenzale (Australia?) per dedicarmi a trascrivere un pensiero che mi “frulla” in testa da qualche tempo.
In questo recente periodo mi sono addentrato nell’affascinante mondo del “social network” di cui FB è di certo l’espressione di maggior successo; si cade (letteralmente) in questo circuito grazie ad un “amico” che tramite mail ti invita… Una volta ceduto alle lusinghe dell’amico sei “face-fottuto”!
Ho vissuto questa esperienza con iniziale curiosità e ho rilevato un interfaccia intuitivo e funzionalità interessante: chat, mail, forum e editor, tools vari integrati in una sola piattaforma. Bravi, grande idea indubbiamente! E allora vai…si comunicano i propri stati d’animo, si condividono idee e gusti, ci si commenta reciprocamente, ci si mostra con ricche gallerie fotografiche e si raccolgono “adesioni”…oopps intendevo “amici”.
Tanti amici, amici su amici, è fantastico: ci sono persone così dotate di fascino, carisma e non so cosa che hanno migliaia di “amici”, e allora si organizzano feste, rimpatriate tra vecchi compagni di classe, gruppi di ascolto, riunioncine politiche (se ci scappano) e perché no…qualche bella campagna di promozione!
Ma non anticipiamo i tempi…dunque, sei appena entrato nel circuito: hai come amico la persona che ti ha contattato e in potenza i suoi “amici”, inizi a guardarti intorno non sei solo! nel tuo ufficio tutti lo conoscono…quindi il giro si allarga e, incredibile, gli “amici” ti cercano, si propongono. Nel giro di poco tempo se ti ci metti d’impegno allarghi il tuo giro di amicizie a vista d’occhio. 100 è il primo obiettivo, poi 1000…si può fare.

Poi, se sei uno forte, puoi “condire” le tue amicizie con qualche “famoso”, vuoi mettere avere nel tuo ”mostra gli amici” il simpatico politico, la bellissima attrice o addirittura il cantante che di più non si può…  (sullo sfondo si sentono gli “ooooooooooo” di stupore, allora sei veramente un fico!); i tuoi commenti non sono più semplici commenti, puoi permetterti di dire delle banalità “pazzesche” che grondano “retorica” d’accatto eppure queste appariranno parole di “spessore” che ti renderanno l’opinion-maker di punta di FB! e qualche povera anima candida non si esimerà dal commentare: Siiiiiiiiii, sei grande! Continua a d illuminarci!

Ma non è solo farsi tanti “amici”: potrai scoprire che persona sei con gli incredibili test o quiz che ti vengono sottoposti (ricordano quelli di certi giornali che solitamente “schifi” ma non importa perché lo stai facendo su FB quindi sei trendy, evoluto… all’avanguardia);

E potrai impegnarti in cause nobili e …meno nobili, sì perché passiamo dall’abbattimento delle barriere architettoniche al neurone da regalare al “tronista” (questa era carina e forse l’avrei dovuta sostenere).

Insomma tante belle attività “socializzanti e gratificanti” ma…

A un certo punto ho pensato ma perché devo mettere in connessione sulle “mie cose e i miei pensieri” mia cognata con i miei ex allievi o e magari gli stessi “teppisti” (ma adorati) con la mia “santa”nipotina? Ma stiamo “pazziando” che cosa c’è da condividere? Ma chi siete? Chi vi conosce? Non vi voglio conoscere su FB! Non voglio essere un primatista di “amicizie”…magari poche ma vere senza ”facilitazioni tecnologiche”.

Non sono interessato alle prossime”campagne” di opinione o a far parte di un gruppo “felice e sorridente” o  magari del futuribile “gruppo dei convinti assertori di una libera espressione senza regole grammaticali” (?).

Mi dispiace non organizzerò feste “oceaniche” ma probabilmente non sarò neanche protagonista dei futuribili “incontriamoci noi pro con voi contro e… meniamoci”.

Credo che le evoluzioni future di questo fenomeno sia un argomento che meriti una certa attenzione al di là delle ipotesi “fantasy”.

Il social network rappresenta ambito “golosissimo” per gli uomini del marketing; ogni utente si “auto-profila”  cioè identifica gli elementi salienti che lo rendono riconoscibile in primo luogo come soggetto sociale (i gusti sessuali, orientamenti politici e religiosità et cetera) e successivamente come consumatore…per questo motivo saranno certamente creati dei test ad hoc.

Se per ora ci si è limitati all’organizzazione di feste più o meno grandi e più o meno riuscite (interessante quanto accade all’estero dove bande di teppisti utilizzano le feste in questione per introdursi clandestinamente e fare opera di devastazione)  per il futuro attendo fiducioso gli spunti creativi di qualche azienda evoluta…per non parlare della politica che”scenderà in campo” in modo vistoso in occasione delle prossime tornate elettorali.

Sai quante “amicizie disinteressate” spunteranno!

In sostanza ci sono degli aspetti che non mi lasciano tranquillo e non credo negli anticorpi del popolo del web! Sono loro stessi che si stanno cucendo un bel vestitino.

Ciao Facebook a non rivederci…spiacente ma non fai per me!

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Wednesday, November 5, 2008

and now…

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Tuesday, November 4, 2008

Elezioni…

Posted by jorghe in 07:20:59 | Permalink | No Comments »

Tuesday, October 28, 2008

Figurine…

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Saturday, October 25, 2008

questa è dedicata…

Posted by jorghe in 15:35:45 | Permalink | No Comments »

Sunday, October 19, 2008

…non so se è di conforto o meno, ma…


…mi èsembrato opportuno riportare uno stralcio di un articolo di Antonello Caporale (La Repubblica) in cui si parla di una patologia italiana: il trionfo della mediocrità. Ed ecco che viene fuori una formula che codifica lo stato delle cose.

” L’ Italia è piena di giovani talenti ma resta immobile e vecchia, ricca ma consegnata alla vita precaria, bellissima eppure sfregiata, accogliente però insicura. L’ Italia è piena di mediocri. Organizzati per cordate, sorretti dalla corporazione, dal club dall’ accesso esclusivo, o garantiti dal nome di famiglia. Meglio i parenti dei concorsi; meglio serrarsi nella difesa degli interessi delle lobby che affrontare il rischio della concorrenza. Meglio i portaborse servili dei collaboratori svegli ed efficienti. Valori capovolti e merito taroccato. Entra solo chi si mette in fila e aspetta, docile, il suo turno. La prova del nove è davanti ai nostri occhi. Perfetti sconosciuti - grazie a mirabili carriere da Signorsì - hanno confezionato un cursus honorum che riserva loro omaggi e riverenze di Stato. Figurarsi in Parlamento. Lì la mediocrità è una virtù. Mi ha colpito, come credo molti, il modo in cui la politica ha raccolto «i migliori», il metodo di selezione dei candidati nelle ultime elezioni. Un disegno organico e complementare, che ha unito destra e sinistra e premiato gli adulatori dal pensiero liquefatto al primo raggio di sole. Avevo un’ idea fissa in testa, anzi una equivalenza che spiegasse l’ inestirpabile e perniciosa natura della mediocrità: il potere della mediocrità misura esattamente la distanza che separa il talento dal successo. Quanto più quel potere è pervasivo, tanto più il successo sarà distante da colui che effettivamente lo merita. Ho chiesto a due ragazzi, Andrea Petrella e Andrea Tesei, giovani economisti che vivono e fanno ricerca a Barcellona, di provare a tradurre appunto in una formula la mia idea. Questo è il risultato: Prob (Tt = St) = (1-Mt)k Definiamo un indice della distanza che separa il talento di un individuo (T) dal suo effettivo successo in ambito lavorativo e sociale (S). La differenza assoluta tra questi due termini rappresenta il grado di inefficienza nell’ allocazione del talento di un individuo. Traducendo queste considerazioni in termini probabilistici, in una società ideale la probabilità che T=S è pari a uno. Quanto più bassa è tale probabilità, tanto più inefficiente sarà la società. La variabile M rappresenta la proporzione di mediocri sul totale degli individui, k >1 è un parametro costante nel tempo, e il pedice t è un generico indice temporale. (…) La mediocrità si organizza in reti per due ragioni essenziali. In primo luogo da solo nessuno è mediocre: la mediocrità emerge se è possibile un confronto e se c’ è competizione, almeno in potenza. In secondo luogo le reti rafforzano e si nutrono della mediocrità rendendola absoluta, sciolta da tutto quello che non rientra nel suo mondo di riferimento. Essa rifiuta il principio di responsabilità individuale e collettiva. Il paradosso è evidente, e le sue conseguenze devastanti.”

Riflettete gente, riflettete…

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Tuesday, October 14, 2008

…senza parole. Per stanchezza

 
Posted by jorghe in 20:58:36 | Permalink | Comments (3)

Sunday, October 12, 2008

Oggi parliamo di…colleghi (2)

IL GRANDE BLUFF
Il “simpatico” ministro Brunetta si preoccupa tanto degli assenteisti ma, ingenuo e non avvezzo alle dinamiche del mondo del lavoro, ha dimenticato una tipologia diffusissima: i finti “grandi lavoratori”.
Si tratta di personaggi di “grande” levatura che nel corso degli anni hanno maturato un atteggiamento di grande professionalità (apparente). Parliamo di “atteggiamenti” e “apparenza” perché in realtà oltre che modi di fare e modi di dire non c’è nient’altro, ma si mostrano quali fulgido esempio di “stakanovismo”. Vale la pena citare alcuni esempi utili ad un’ identificazione:
1-li incontrate di frequente per i corridoi con un foglio in mano, hanno lo sguardo perso nel vuoto (stanno pensando), vi superano senza guardarvi (non hanno tempo da perdere… troppe cose da fare).
2-quando sono fermi non si asterranno dal dirvi: “sono stanchissimo/a, ho troppe cose da risolvere, da solo non ce la posso fare, etc…
3-durante le riunioni hanno uno sguardo assorto, gli occhiali magistralmente calati sul naso e quando alzano lo sguardo dal foglio - quello di prima - annuiscono seriosi verso il potente e dissentono, sempre seriosi e con un po’ di sdegno, verso il subordinato scettico.
4-quando intervengono sono un mirabile esempio di banalità (utilizzano con destrezza le parole chiave dell’azienda): appaiono misurati e saggi.
Stiamo parlando di fenomeni del “galleggiamento” aziendale, da guardare con ammirazione (fanno il meno possibile) ma anche con paura (se hanno del potere lo esercitano con “acida” brutalità, se non lo hanno lo perseguono con feroce determinazione). 
Attenzione, quindi, a questi personaggi: sono pericolosi anche se suscitano un po’ di tristezza. Fanno pensare che anche nel privato avranno consolidato “atteggiamenti” analoghi le cui finalità ci sono, per fortuna,oscure. 
Posted by jorghe in 14:10:06 | Permalink | Comments (17)