Tuesday, November 27, 2007

…un suggerimento

CASTELLI ANIMATI
Festival Internazionale del Cinema d’Animazione

28 novembre 2 dicembre a Cinecittà
EDIZIONE SPECIALE DEI CASTELLI ANIMATI PER I 70 ANNI DI CINECITTÀ

Ospiti d’onore DAVID SILVERMAN, il regista del film I Simpson, per la prima volta in Italia, che racconterà tutta, ma proprio tutta, la storia della più dissacrante famiglia d’America; BRUNO BOZZETTO, che presenta in anteprima la sua nuova sigla dei Castelli Animati e che festeggia i 30 anni di ALLEGRO MA NON TROPPO; MICHEL OCELOT che ritira il Gran Premio Romics; OSCAR GRILLO che presenta in anteprima assoluta la mostra ANIMATED KAFKA.
http://www.castellianimati.it/

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Friday, November 23, 2007

il nuovo contratto…e altre cose

Dopo anni e anni di attesa si è finalmente giunti al nuovo contratto della Formazione Professionale. Sono abbastanza pessimista sugli esiti di questa trattativa, ma preferisco non esprimermi prima di aver letto nel dettaglio…
L’aria che tira è che, in linea con quanto accade in tutti comparti, i lavoratori debbano prepararsi a un restringimento dei diritti acquisiti a vantaggio della tanto decantata “competività”.
 
Spero di no, ma gli enti datoriali mi sono sembrati determinati e compatti al contrario di quanto hanno dimostrato i lavoratori… il sindacato non riesce ad essere sufficientemente presente e non esercita più il fascino di una volta, il lavoratore “medio” (…sorry) sembra preferire allo “spirito di corpo” la fiducia nelle proprie capacità di conquistare privilegi.

Sarò banale ma “me ne fotto”…, questo atteggiamente sembra essere tipicamente italiano. Non conto più le volte in cui ho lapidariamente affermato che “cedere una volta alle lusinghe del privilegio significa dover accettare, nelle dieci/cento successive occasioni, di patire i privilegi altrui”. (…quasi antipatico!)
Non va bene, non va bene per niente.

Ma non è una sorpresa, questi sono i tempi in cui la qualità è diventata una parola con Q maiuscola, in cui la meritocrazia ha dimenticato i parametri fondanti il concetto di merito, in cui la solidarietà si risolve con un sms o in cui la raccomandazione sta per essere oggetto di un “definizione” procedurale da parte dei Mister Q (…ualità).

Per tornare a “bomba”, il contratto…
Sono cosciente che il contratto nazionale ha dovuto tenere conto di realtà diversissime tra loro e il risultato che ne deriva è il necessario compromesso…ma fido nel livello successivo di contrattazione (quello regionale) per recuperare quanto presumibilmente perso a livello nazionale. Il Lazio è una delle regioni in cui la Formazione ha una presenza niente affatto marginale e in cui i lavoratori  potranno far sentire le proprie ragioni…

…speriamo bene.

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Wednesday, November 14, 2007

UN LINK INTERESSANTE….

Un doveroso omaggio alla pioniera del libero comunicare. Una risorsa “brillante” per capire gli sforzi di chi opera nella formazione professionale, vale la pena…
http://www.didatticalibera.com
Posted by jorghe at 21:24:40 | Permalink | No Comments »

Un libro da leggere assolutamente…

Robert I. Sutton è titolare a Stanford della cattedra di tecnica aziendale innovativa. Laureatosi in psicologia applicata al posto di lavoro, ha creato lo Stanford Technology Venture Program (STVP), mirato al pensiero lineare e multidisciplinare all’interno del marketing.

“Questo libro è dedicato a chi sul posto di lavoro subisce abusi di ogni tipo da parte di superiori e colleghi e a tutti coloro i quali hanno il potere e il dovere (oltre che l’interesse) di cambiare le cose.”

…geniale, talmente sensato da essere rivoluzionario. Da quando ho letto questo libro mi sono sentito in dovere di diffonderlo il più possibile. Credo che rappresenti un faro luminoso per coloro che patiscono la “stupidità” diffusa in tanti ambienti di lavoro… (continua)

Posted by jorghe at 11:59:59 | Permalink | No Comments »

Tuesday, November 13, 2007

un contributo da una penna graffiante:
“IL MISTERO DEI BUONI”

È buona usanza, per una Società moderna ed efficiente, rifocillare il personale tutto con il depositare lauti incentivi nelle tasche di coloro che non sono affetti da assenteismo cronico.
I buoni pasto si danno come moderno sostituto del vile denaro e offrono la grande opportunità di organizzare gite fuori porta alla ricerca del Supersidis più fornito capace di accettarli. Non vanno però dimenticati tutti i fast food della zona, mai frequentati fino ad allora; sì, è l’occasione giusta per mantenere in vita la cultura del take away, già oggi dimenticata e sostituita dal surgelato pronto.
Solo i buoni possono ricevere i buoni: il sillogismo è palese. È una questione di principio.
Chi mai potrebbe confondere il buono col cattivo, la bella soda mela rossa con la mela marcia? Giammai commettere sacrilegio! Solo i buoni, i Grandi Buoni, non riescono ad essere cattivi. Allora, procedono nella ricerca del buono anche nel cattivo (è difficile che la mela marcia non presenti uno spicchio lucido e succoso). Quindi, i Grandi Buoni, intravedono una strada che nessuno aveva ancora visto e, con grande flessibilità decisionale, decidono di dargli credito: al poco di buono pochi buoni.
Come, allora, distribuire i tanti buoni ai tanto buoni e i pochi buoni ai poco buoni?
La ricerca dei buoni procede tra le scartoffie: la burocrazia è veramente una grande invenzione! I faldoni sono ricchi: ferie, malattia, funerali, battesimi…le richieste di assenza più frequenti. Ma questo fa degli assenti dei poco buoni? Certamente no, i diritti sono diritti. Chiunque può soffrire di disturbi digestivi, acidi urici, rinite atrofica, ginocchio della lavandaia, gomito del tennista, esofagite da bruschetta all’aglio, alluce valgo; quindi rispettiamo la difficoltà del prossimo e non consideriamo tali argomenti per escludere questi buoni, poveri diavoli, dalla consegna dei buoni.
Come identificare il buono, il semibuono e il poco buono.
Una reminiscenza scolastica fa riemergere l’immagine di una lavagna nera segnata verticalmente con imprecise linee verticali che delimitano perimetri di colonne…
Il timido, malcapitato compagno di classe, lasciato libero di esercitare il suo potere in assenza della maestra, si trasforma in un istante in “Caron, occhi di bragia” e osserva, cane inferocito, il confuso gregge per individuare la pecora nera. Egli è lì, e la funzione attribuita dall’autorità non può essere delusa: la lavagna va riempita.
Cirillo è brutto: poco buono; Giochetti mi passa il compito: più che buono; Righetti c’ha i brufoli: semibuono. In un batter d’occhio ecco completata la lista.
Nulla può il povero Cirillo,  ligio al dovere da tempo immemore, di fronte la sua misera pallida caramella al limone; le bocche dei compagni buoni sono impastate da un tripudio di cioccolato pralinato alla vaniglia e le loro lingue nere di godimento lo scherniscono sonoramente.
Comincia la guerra tra i poveri. Purtroppo la legge è inesorabile: facendo i conti qualcuno ha finito le praline, altri nascondono un sacchetto pieno. È la rivincita di Cirillo che ciucciando la sua frizzante caramella al limone osserva, ghignando, la scorpacciata dei buoni, inconsapevoli, poveri buoni, di essere destinati ad una tremenda, inevitabile enterocolite acuta.
…scadenza 31 dicembre 2007.

A.Q.
Posted by jorghe at 21:00:06 | Permalink | Comments (2)

Sulla felicità del dipendente (pensierini piccanti)

Ho scoperto che la relazione che esiste tra dipendente e datore di lavoro è l’elemento imprescindibile sul quale si basa l’efficacia operativa di colui che opera e dell’azienda stessa.

Banalità di rara grandezza che brilla con la stessa luminosità di altre ben più praticate tipo “non ci sono più le mezze stagioni…” o “i giovani d’oggi non sono più quelli di una volta…”, ma forse, per una migliore collocazione, ascrivibile a quella tipologia meglio nota come “la scoperta dell’acqua calda”.

Ho imparato, nel tempo, che nel mondo del lavoro nulla deve essere dato per scontato e a maggior ragione questo assioma deve essere applicato a quegli impianti intellettuali che derivano dal comune “buon senso”.

Ritengo, ingenuamente, che l’adeguare la realtà italica a quei processi di modernizzazione che connotano la società capitalistica abbia generato degli strani “mostri”. Non contesterò mai il diritto di chiamare “customer care” la dovuta attenzione al cliente, non sarò mai paladino della “conservazione” in guerra con l’innovazione, ma inizio a nutrire il sospetto che ci sia una deriva verso la “forma” a discapito della “sostanza”.

Ma non voglio perdere il senso di questa dissertazione e per rinvigorire il concetto passerò ad una serie di semplici domande:

-          Lavora di più il lavoratore contento o quello scontento?
-          
La capacità produttiva è maggiore in un’azienda il cui clima è sereno e collaborativo o quella in cui stress e individualismo sono imperanti?
-         
È più efficiente l’azienda in cui il “capo” è autorevole o quella in cui è autoritario?

Sono cosciente che certe domande possano risultare offensive all’intelligenza comune ma siamo certi che queste siano così retoriche? Non è un quiz, non ha bisogno di risposte ma, ritengo, che si debba avere la “forza” di porsi questo genere di domande quando la realtà lavorativa assume delle caratteristiche “scomode”: è nelle risposte che ci daremo che uno stato di insoddisfazione latente e la conseguente incapacità di gestire e gestirsi potrebbero trovare soluzione…(continua)
Posted by jorghe at 17:58:08 | Permalink | No Comments »

Finalmente il mio blog…

… dopo anni a rovistare nel web, a produrre template per le altrui esperienze on line o a delineare strategie comunicative evolute (?), finalmente inizio a cucirmi il mio vestitino digitale. Speriamo bene. 
Posted by jorghe at 17:16:13 | Permalink | Comments (1) »