Sunday, October 12, 2008

Oggi parliamo di…colleghi (2)

IL GRANDE BLUFF
Il “simpatico” ministro Brunetta si preoccupa tanto degli assenteisti ma, ingenuo e non avvezzo alle dinamiche del mondo del lavoro, ha dimenticato una tipologia diffusissima: i finti “grandi lavoratori”.
Si tratta di personaggi di “grande” levatura che nel corso degli anni hanno maturato un atteggiamento di grande professionalità (apparente). Parliamo di “atteggiamenti” e “apparenza” perché in realtà oltre che modi di fare e modi di dire non c’è nient’altro, ma si mostrano quali fulgido esempio di “stakanovismo”. Vale la pena citare alcuni esempi utili ad un’ identificazione:
1-li incontrate di frequente per i corridoi con un foglio in mano, hanno lo sguardo perso nel vuoto (stanno pensando), vi superano senza guardarvi (non hanno tempo da perdere… troppe cose da fare).
2-quando sono fermi non si asterranno dal dirvi: “sono stanchissimo/a, ho troppe cose da risolvere, da solo non ce la posso fare, etc…
3-durante le riunioni hanno uno sguardo assorto, gli occhiali magistralmente calati sul naso e quando alzano lo sguardo dal foglio - quello di prima - annuiscono seriosi verso il potente e dissentono, sempre seriosi e con un po’ di sdegno, verso il subordinato scettico.
4-quando intervengono sono un mirabile esempio di banalità (utilizzano con destrezza le parole chiave dell’azienda): appaiono misurati e saggi.
Stiamo parlando di fenomeni del “galleggiamento” aziendale, da guardare con ammirazione (fanno il meno possibile) ma anche con paura (se hanno del potere lo esercitano con “acida” brutalità, se non lo hanno lo perseguono con feroce determinazione). 
Attenzione, quindi, a questi personaggi: sono pericolosi anche se suscitano un po’ di tristezza. Fanno pensare che anche nel privato avranno consolidato “atteggiamenti” analoghi le cui finalità ci sono, per fortuna,oscure. 
Posted by jorghe at 14:10:06
Comments

17 Responses to “Oggi parliamo di…colleghi (2)”

  1. Anonymous says:

    C’è posto per questa?

    “Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
    infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada VI UCCIDO QUANDO VOGLIO.

    Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
    buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
    godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è AMMAESTRATO e non vi fa paura
    e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’IGNORANZA DEI PRIMI DELLA CLASSE.
    Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però NON LA SOPPORTO LA GENTE CHE NON SOGNA.
    Gli orpelli? L’ARRIVISMO? All’ amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e TOCCO,
    io non perdono, non perdono e TOCCO!

    Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
    venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
    che avete spesso fatto del QUALUNQUISMO UN ARTE, coraggio liberisti, buttate giù le carte
    tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
    Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io AMO ESSERE ODIATO;
    coi FURBI E I PREPOTENTI da sempre MI BALOCCO e al fin della licenza io non perdono e TOCCO,
    io non perdono, non perdono e TOCCO!

    Ma quando sono solo con questo naso al piede
    che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede
    si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
    che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
    non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
    per colpa o per destino le donne le ho perdute
    e quando sento il peso d’ essere sempre solo
    mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
    ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
    amo senza peccato, amo, ma sono triste
    perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
    a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi…

    Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
    se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito, guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito
    e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
    LE VERITà CERCATE PER TERRA, da maiali, tenetevi le ghiande, LASCIATEMI LE ALI;
    TORNATE A CASA NANI, LEVATEVI DAVANTI, PER LA MIA RABBIA ENORME MI SERVONO GIGANTI.
    Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
    io non perdono, non perdono e TOCCO!

    Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
    ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
    Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
    tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
    dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
    dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
    Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
    io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole,
    ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
    ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
    perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
    se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo…Cirano”

    L’ho sempre amata: una bandiera, un credo, un modo di vivere…
    Bijo

  2. Anonymous says:

    La lunghezza di questo post non può essere un deterrente alla sua pubblòicazione.
    Ben venga il “CIRANO”.

  3. Anonymous says:

    Grazie. Ho apprezzato.
    Non ne potevo proprio più: ogni volta che incrociavo, lungo i corridoi, quei corridoi forzatamente silenti, i colleghi “grande bluff model”, piccini piccini, mi veniva da sputargliela in faccia: “tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali!! Tornate a casa nani, per la mia rabbia enorme mi servono giganti!!!”
    Bijo

  4. Anonymous says:

    Caro Cirano (da oggi preferisco chiamarti così), anche io seguo questo blog e non ho mai scritto. Sono d’accordo con Cirano (bel pezzo) e su quel modo di vivere ma nel NOSTRO posto di lavoro è solo un’utopia. Mi piacerebbe sapere chi è che la pensa come me ma non ho il vero coraggio di dire quello che penso perché credo sia solo nocivo. Certe volte è meglio non apparire perché vedo tante ingiustizie. Spero che qualcuno ritrovi la chiarezza necessaria per farci lavorare meglio e senza ipocrisia.
    Voglio poi dire a Giorgio che si capisce che ha tanta rabbia ma che non vale la pena. Non puoi lottare contro chi ha il potere. il Potere c’è e chi ne ha il possesso lo utilizza come vuole. Dipende solo chi è che ha il potere…

  5. Anonymous says:

    Non sum dignus…
    Grazie davvero, ma il nick “Bijo” ha una sua precisa ragione d’essere…
    Per “loro” noi siamo tutti uguali, proprio come i gatti di notte, tutti bigi…
    Ed è così che voglio essere: bigio tra i bigi: l’ultimo della classe…

    Forse è questo ciò che più fa male…
    Non la busta paga miserabile, non gli incentivi fantasma, nè l’orario “flessibile” (alle loro prepotenti esigenze)…
    Non è la carenza o la assoluta mancanza di gratifiche materiali, ma l’essere considerati “sub”…
    Per loro è evidente: il mondo si divide, per mezzo di una sensibile e marcata linea netta, in due distinte umanità:
    1) LORO… perfetti, bellissimi, immutabili (ma non muti, purtroppo), gestiscono la verità altrettanto perfetta, immutabile, indiscutibile e assiomatica, con l’arroganza e l’ignoranza dei primi della classe (ma non è un Genio s’to Guccini che, forse per primo, chiama “ignoranti” i primi della classe?)
    Sai, devi capire, perchè loro sono presuntuosi, è vero… <<ma perchè se lo possono permettere>>… (Sic!!!)
    2) TUTTI GLI ALTRI… chi non è potente o prepotente, a cominciare dall’utenza, si colloca al di là della sottile linea rossa (non si rendono conto che è uno specchio) che divide la luce dalle tenebre… Ciò che è “al di là”… è “sub”, è “disagiato”, va posto, se mai, “al centro della loro attenzione” paternalistica, graziosa (ma mai redentrice, figurarsi!) quasi fosse un insetto raro, preziosissimo (orpo! gli dà da vivere), ma piuttosto disgustoso e scomodo…
    Il tutto… su appuntamento e per graziosa concessione, è ovvio…

    Essendo nanerottoli e non giganti, appoggiano la loro presunzione e la loro tracotante ybris sul nulla, sul vuoto cosmico e quindi suscitano ilarità e compassione, ma… alla lunga sfibrano e provocano sbocchi di bile, sai?

    Di fronte a questo scenario i sub-uman… ehm…, pardon, sub-ordinati si dividono in varie classi e categorie, come ci vengono sapientemente descritti dal nostro (poco divertito, purtroppo) Jeorghe: Carlini, Grandi bluff, ma anche Don Chisciotte e così via… ma a “loro” non importa… tutti bigi, tutti “sub”, quindi, cari Carlini, cari Grandi bluff, che portate avanti il pianeta Italia con grandi sforzi… dateme retta: allocate meglio le vostre energie e fateve ‘na birra! Di fronte a “LORO” sarete comunque bigi, ma almeno avrete rispettato la vostra dignità e fatto ridere meno polli… E magari, chissà… tra qualche anno avrete costruito qualcosa…
    Tutti bigi, tutti bigi…

    Io, ormai, ex Don Chisciotte, vorrei riuscire a difendermi, un giorno, con il buon Lucrezio:
    “E’ dolce, quando i venti sconvolgono le distese del vasto mare,
    guardare da terra il grande travaglio di altri;
    non perché l’altrui tormento procuri giocondo diletto,
    bensì perché t’allieta vedere da quali affanni sei immune.
    E’ dolce anche guardare le grandi contese di guerra
    ingaggiate in campo, senza alcuna tua parte di pericolo…”
    Bijo, indegnamente promosso a Cirano…

  6. Anonymous says:

    Inizio ad affezionarmi a Bijo e lo ringrazio di aver impreziosito il mio blog con la sua prosa colta (ma risparmiaci ti prego la falsa modestia :-). Ringrazio anche l’altro anonimo che ha contribuito alla “condivisione” (parola che suscita brividi) di certe sensazioni. Fa piacere, ci si sente meno soli. Ognuno a proprio modo: chè sia un po’ pudico o rabbioso o distaccato. Dispiace, invece, che certe voci non trovino collocazione in altri contesti, magari più vivi del digitale Blog; credo che ci si possa esprimere sempre, comunque e dovunque! Credo che il “sano” distacco di Biju e la “giustificata” timidezza di anonimo siano l’humus su cui l’arroganza del potere cresce rigogliosa. Non ci sto! Abbiamo un certo dominio della parola e siamo in grado di esprimere nelle modalità più opportune il nostro dissentire, diamogli almeno l’onere di contraddirci con argomentazioni (se ne sono capaci) o con l’autorità (gli riesce più facile); non possiamo fargliela passare “liscia”! Purtroppo sono “ariete” e la mia indole mi induce al combattimento, cercherò di essere meno rabbioso e più ironico…magari funziona!

  7. Anonymous says:

    … a un certo punto mi sovviene un dubbio. Chiedo venia al virtuoso “cirano” ma il contesto in cui viviamo è anche così ricco di strani pesonaggi la cui capacità è malignamente espressa con abilità estrema che, consentimi di pensarlo, sotto il tuo mezzo anonimato si possa celare un “malefico” ingegno. Purtroppo l’unica maniera per svelare questo dubbio è…, incredibile ma vero, essere ciò che si è! Perdonami di nuovo ma il dubbio mi assilla (paranoia, forse!), potrei continuare a godere della tua prosa ma a che pro? Il blog è luogo di libertà e non va dispersa questa sensazione. Io, se può aiutarti, ho deciso di espormi… non da adesso, credo che sia doveroso e anche gioioso l’esprimersi con la tranquilità dell’onesta intellettuale. Pecchiamo forse quando esprimiamo in modo formalmente corretto le nostre idee? Cosa dobbiamo temere? Non siamo in grado di assumerci la responsabilità di ciò che affermiamo? Suvvia, posso capire la voglia di confondersi ma perchè disperdere la propria ricchezza nel “sottobosco” dell’anonimato? Osa caro Bijo, svelati perché vale sempre la pena e perché l’idealità di certe argomentazioni dovrà sempre trovare libera espressione. Abbiamo il diritto/dovere di farlo. Non deludermi Cirano…o scompari per sempre!

  8. agnese says:

    Ciao Cirano, ciao Bijo. Sono Agnese. Voglio rispondere ai tuoi pezzi di letteratura molto belli con un pezzo che ho quasi imparato a memoria e che mi accompagna ormai da molti anni. Spero apprezzerai. Il coraggio di essere partigiano non è di tutti. L’indifferenza è di molti. Sta a noi scegliere.

    Antonio Gramsci - Indifferenti

    “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
    L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
    Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
    Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

    11 febbraio 1917

  9. Anonymous says:

    Jorghe, Agnese… una cosa per volta…
    Di una cosa ti ringrazio: mi hai richiamato all’ordine e una spiegazione è doverosa…
    Non di falsa modestia si trattava, ma di diplomazia…
    E, credimi, non capita spesso che io adotti un minimo di sana diplomazia e di misura… Stavolta era necessario innanzitutto perchè mi pareva ingiusto essere sgarbato con l’anonimo che mi onorava del nomignolo di Cirano, secondo perchè so bene che ogni mio post va prima vagliato da te…
    Il nick Cirano, in questo modo, non l’accetto…
    In primis perchè è titolo e patente di gigantismo letterario ed umano che avrò pure, un giorno, meritato, ma sul campo, non su queste pagine… questa non è Vita, questa è Gioco, è Esercizio, di livello, ovvio, ma Esercizio rimane…
    Che ne sa l’anonimo chi sono e perchè? Egli sa solo che ho riportato una canzone in cui mi rispecchio, ma se bastasse solo questo allora sono pure Goldrake e la Fata Morgana… E quindi… non ci sto.
    Mi ricorda troppo la insana abitudine dei parcheggiatori di chiamare tutti “dottò” o “capo”, perchè in Italia, una promozione, specie se non costa nulla e, soprattutto, se non vuol dire niente, non si nega mai a nessuno…
    In secundis viene difficile accettare quel nobile nick quando per una vita si è rischiato per tutti, si è tolte le castagne dal fuoco per amici, compagni e colleghi, salvo rimaner soli nel momento del bisogno, del pericolo e della lotta “vera”…
    Quindi, altro che falsa modestia…

  10. Anonymous says:

    Jorghe, Agnese, per il resto, “non mi sono fatto capito”… ;-)
    Non mi mettete, però, in bocca, ciò che non ho detto: le mie citazioni non sono “letteratura”, ma etica, ergo, filosofia… Ciononostante ogni parola ha un proprio “magico” senso ed una sua funzione…
    Il mio non è “sano distacco”… Ma VORREI che lo fosse…
    In un caso almeno, però, mi sono espresso male io…
    Infatti quel “cercate la verità in terra etc…” l’ho sputato in faccia a chi di dovere. Eccome, se l’ho fatto! E allora, dove sarebbe il “tocco”?
    Ma dopo, quando ti giri intorno e ti ritrovi solo, quando i gruppi di lavoro e di “crescita” critica si sfaldano, in un clima, indotto (con maestria, ma indotto…), di sospetto e di contrasto reciproco.. si rimane soli ed insistere non ha senso…
    Si farebbe il gioco del potere… Che ben sa come servirsi dei Cirano e come trasformarli in ridicoli Don Chisciotte…
    E quindi sono stato tra i pochi (ma non pochissimi, in realtà…) ad avere il coraggio vero di accettare l’ostracismo…
    Tu dici, Jorghe, altrove, che sei vittima del bieco “promoveat ut moveat”.
    Ostracismo è peggio, ma ti mette in compagnia dei migliori liberi pensatori della Grecia classica…. Te pare poco? Quanto meno… si pareggia il conto… altro che promozione…!;-)
    Sono stato fortunato e sono approdato in un isola felice, in cui il “bidello” ha una linea telefonica (solo interna ed urbana, ma ce l’ha)…. Sempre ligio al dovere e pronto a elargire servigi e consigli, nei ritagli di tempo… legge Goethe e Stendhal(!) nella sua stanzetta, nella quale, si badi, neppure il Grande Capo entra senza bussare…
    Isola felice in cui il materiale di cancelleria e le fotocopie le danno senza la controfirma di Ban Ki-Moon e del presidente del Consiglio UE in carica, apposte - almeno 48 ore prima - su carta filigranata dell’IPZS.
    Isola felice in cui il simpatico Brunetta fa paura solo a chi non lavora, perchè chi lavora SA PER CERTO che verrà gratificato e garantito… altrimenti… SA che le sue virtù saranno apprezzatissime altrove.
    Isola felice dove l’ulcera, se viene, viene solo perchè si ha paura di non accontentare, nei tempi e nei modi in cui si vorrebbe, l’UTENZA… (ops… l’Utenza… e che è l’Utenza?… questa meravigliosa, illustre misconosciuta…).
    Isola felice dove fa piacere lavorare e farsi in quattro per…RENDERE…
    Da quest’isola felice… VORREI potermi guardare indietro con lo spirito di Lucrezio (ma neppure lui ci riusciva…) il Vostro mondo, ma se sono “qui” è perchè non ci riesco e sono ancora vicino a voi…
    Quanto a chi sono io… meno seghe mentali e meno congetture.
    Stiamo, credetemi, parlando della stessa differenza che passa tra l’essere e l’apparire…
    ORA sono nessuno… ma davvero nessuno.
    O, se preferisci, un’idea, un fantasma, una cooperativa… Fa ‘n po’ tu… Di certo… non una spia o un provocatore, se è questo che temi…
    Se ti sta bene… chi Sono e chi NON Sono non importa…
    Altrimenti, credimi, abbi fede… non avrei alcuna funzione e quindi sarei io il primo a voler sparire da subito e per sempre, proprio come chiedi…
    Non sarà certo questo il primo Ostracismo che subisco, nè quello più doloroso nè quello più penoso…

    Solo che… mi risulterà difficile capire perchè io debba essere l’unico a non poter scrivere come anonimo o con pseudonimo…
    Ma questa è un’altra storia e riguarda la TUA coscienza, le TUE scelte, il TUO apparire, la TUA funzione…
    Ma forse, la risposta… già lo so…

  11. Anonymous says:

    Anonimo, perdonami: ti voglio bene e non giudico, perchè la resa, la quiescenza, possono avere mille ragioni, anche nobili e comunque tutte sempre degne di rispetto…
    Ti riporto, però, una storica frase, attribuita a Bruto, colui che guidò la rivolta all’oppressore Etrusco e che è ricordato come mitico padre della Repubblica Romana (la prima, quella antica…) (perchè, poi, i romani chimassero sempre “Brutus”, ovvero “fesso, tonto, scemo” coloro che cacciavano i tiranni… chi lo sa? Forse perchè ci vedevano più lungo di noi e capivano che… tanto è tutto inutile, perchè morto un tiranno si accellera la nascita di un tiranno peggiore? Mi sa proprio di sì…)…
    IL SERVO CHE NON SI RIBELLA è PEGGIO DEL PADRONE CHE LO COMANDA…
    e Pasquino, parafrasando, continua… PERCHè NOI SIAMO TANTI E LUI è UNO SOLO… CE BASTA ARZà LA VOCE!!

    Altra cosa è verificare se si ha ragione di farlo, poichè non si può affrontare una arroganza con un’altra arroganza…
    Ma anche questo, non può e non deve diventare un alibi, poichè l’immobilismo annoso e borbottante non va più di moda…
    “Manca l’analisi e poi… poi non c’ho l’elmetto…, ma bomba o non bomba… siamo arrivati a Roma, a Roma…”
    Bijo Caz…pita ho dimenticato di firmarmi, altrove….

  12. Anonymous says:

    Agnese, la parola “odio” non fa parte del mio vocabolario, pertanto, perdonami, ma non mi ci ritrovo.
    Preferisco Gandhi… e la sua immensa, irresistibile forza interiore.
    Ma… de gustibus…
    Ovviamente la firma del pezzo è di tale prestigio che non mi sento di criticare “lui”, ma il modo in cui potrebbe essere letto.
    Di certo va inserito nel suo contesto storico, politico e letterario… E fa capire molto del modo in cui si faceva politica in Italia e nel modno a quei tempi… Con l’elmetto…
    Ma io, scusami, non ci sto.
    Di certo gli assolutismi non mi garbano e diffido sempre da chi ha solo certezze e vive di colori forti, senza sfumature, senza accettare contrasti e differenze, differenze che arricchiscono…
    La data in cui il pezzo è stato scritto fa pensare che si trattasse di un profeta, di un genio…
    Ciò che mi raccomando è di non cedere al partigianesimo a tutti i costi, allo sterile ribellismo tout-court, dispersivo, distruttivo, al prender parte sic et sempliciter, purche sia…
    Sono atteggiamenti superati dalla storia: ad ogni rivoluzione segue sempre un periodo di caos, per la povertà, per la pochezza o per la scarsa concretezza delle proposte da opporre a chi ha preceduto…

    A Firenze dormimmo da un intellettuale
    la faccia giusta e tutto quanto il resto
    ci disse no, compagni, amici, io disapprovo il passo
    manca l’analisi e poi non c’ ho l’elmetto…

    Ma la volemo fà ’st’analisi? Cor core e cor cervello, però!!
    No co le chiacchiere e le fandonie!!
    Le panzane belle e bone!!
    Co la lotta alle apparenze, ai forse, ai si dice, le paranoie, co le apparenze contrapposte alle apparenze…
    Ma dai…
    Bijo…

  13. Anonymous says:

    A quanto pare le piccole provocazioni a cui ti abbiamo sottoposto (io e la sora Agnese ) hanno colto nel segno. Il tua entrare a piccoli passi si è trasformato in “fiume in piena”. C’era tanta voglia di sfogo, evidentemente. Non preoccuparti non censurerò mai un commento, anche se anonimo, e cercherò sempre le migliori risposte anche alle altrui provocazioni.

    Condivido, inoltre, la visione sul gioco e l’esercizio dialettico che in questo ambito trova ideale collocazione ma fino ad un certo punto: la mia faccia è ritratta sulla testata del blog e tenderei a non farmi giudicare da chi si nasconde nel buio e ha tutto il tempo che vuole per fare “esercizio” in un momento, in un luogo e in un ruolo che evidentemente glielo consentono. Beato te…direbbe un mio caro amico quando ci incontriamo sul posto di lavoro. Hai trovato la tua isola felice ma sei comunque vicino e noi, infelici ma anche ingenui e vetero-qualcosa, ci ostiniamo a sbraitare…poverini.

    Ti ringrazio per la “paternale”; ti ringrazio anche per gli “spezzoni” di eroica resistenza di cui sei stato protagonista sulla nostra sponda…avrei voluto esserci e ti avrei di certo sostenuto ma, perdonami, non c’è traccia nella mia memoria di simili eventi epici.

    Ma forse non dovrei farmi fuorviare dalla bella scrittura…quante volte ho riscontrato che sotto abiti eleganti si cela ben altro o, addirittura, dei casi in cui la percezione e l’immaginazione che si ha di se stessi crea mondi paralleli in cui si sarebbe voluti essere gli “eroi” che (purtroppo) non si è. La mia coscienza e le mie scelte coincidono con il mio apparire e il mio essere, ne ho certezza! Al punto che questa mia sicurezza mi offre sufficiente forza d’animo da includere integralmente i tuoi “sogni”(e di tutti coloro che vogliono) nel mio blog…così, per il solo piacere di ascoltare.

  14. agnese says:

    Simpatico il Bijo! Sempre lì pronto a mostrare la sua modestia, il suo cuore d’oro, la sua moderazione, il suo relativismo, attaccato alle sue parole e critico, sarcastico su quelle altrui. Peccato. Non mi convinci. Sarà la mia natura scettica. Leggo invece molta superbia, quella che al di là del bello stilo giudica, eccome. Quando parlo degli indifferenti (per tornare a noi) non mi rivolgo con sdegno a chi tu chiami nano e piccolo. Piccolo e nano è colui che dall’alto delle sue parole non rispetta le incapacità degli altri, quelli che la natura e la storia hanno reso meno verbosi, colti e articolati. Anche i nani (nel loro piccolo, se vuoi) hanno vissuto momenti tragici, difficili, di abbandono, come tutti. Non ti sentire un eroe. Non ti ammantare di etica e filosofia.
    Passo e chiudo.

  15. Anonymous says:

    jorghe, provocazioni? quali provocazioni?Ripeto… al di là di permalose reazioni, per me manca l’analisi, ovvero il metodo e il sistema per esser ragionevolmente certi che si è dalla parte del giusto…
    Le tue posizioni, ormai, sono apodittiche, i tuoi teoremi vanno dimostrati, il tuo eroismo è indiscusso, ma su cosa verte? Cosa offrirebbe, se coronata dal successo, la tua crociata? Immagina di essere, domani stesso, il tuo capo… che capo saresti per i tuoi colleghi…?
    Senza quest’analisi, propedeutica ed indispensabile, si rischia di perdere il contatto con la realtà e di accartocciarsi su se stessi, circondati da persone che ci dicono sempre di sì (rigorosamente solo in apparenza) o che ci criticano nel buoi, ma che non ci forniscono uno specchio sincero di noi stessi…
    Si rischia, da una parte di contrapporre una presunzione ad un’altra presunzione e dall’altra di perdere cognizione di come appariamo all’esterno e di quale è la vera apparenza che offriamo…
    Insomma… si rischia di essere visti solo come persone che vogliono sostituire una tirannia con un altra tirannia e che… non accettano la prepotenza altrui solo perchè provieniente da altri…
    Si rischia di esser visti dai propri pari, proprio come noi vediamo le persone che critichiamo.

    C’è dell’altro… perchè mi vuoi ricondurre alla tua storia, mi vuoi riportare a tue esperienze?
    Che c’azzecca?
    Mi affascini: ti trovo sul web e ti leggo, ti seguo, ti studio e ti apprezzo.
    Fai parte sia di un mondo che mi contiene che di un universo che mi piace studiare, ad ogni livello: il mondo della didattica e l’universo della rivoluzione.
    Ho cercato, minuscolo come sono, di capire il perchè del cronico insuccesso dei rivoluzionari, dei giacobini, dei progressisti eroici e credo che risieda ANCHE nella mancanza di analisi…
    Volevo solo sperimentare e proporre un’analisi, il più possibile oggettiva e scientificamente riproducibile ad un sedicente rivoluzionario… Per vedere l’effetto che fa…
    Poi chi io sia e se si ritrova nella tua memoria… che c’azzecca? Sortine fora!
    Se sono l’aborigeno alcolista della periferia di Sidney o se nascostamente sono il collega che incroci per i corridoi a te che cambia?
    Sto cercando (ed offrendo) un’occasione di crescita e di confronto reciproci. Stop.
    Questo, però, presuppone voglia e capacità di mettersi in discussione. Sui metodi.
    Poi quanto a stile, prosa, cultura… perchè se ne parla? Devo scriverre sgrammaticatto per poterre stare qui?

  16. Anonymous says:

    agnese, sei tu che… odi gli indifferenti… brr… che brividi…
    Io ho scritto altro.
    Che li capisco, talvolta li invidio.
    chissà che c’è dietro l’apparente indifferenza? Magari una moglie (o un marito) devota e dei figli stupendi da crescere o altre realtà concrete che ti fanno sembrare il mondo del lavoro e la politica come mondi minori, da dimenticare…
    I nani sono altri… e magari capisco pure loro, che ne sai?
    Ma non li invidio: sono quelli che si fanno nominare RSU solo per fare carriera, tradendo le aspettative dei colleghi, per esempio. O sono quelli che fanno il carlino, leccap… e falso o chi si fa raccomandare o chi finge di lavorare, come i grandi bluff…
    Non li odio: quanta fatica sprecata sarebbe: ognuno usa i poveri mezzi che ha per andare avanti, ma non li stimo… ti prego: non me lo chiedere…
    Rileggimi. Poi passa. Se preferisci… chiudi.
    Baci. Bijo.
    P.S.
    per entrambi.
    Il mio tono era esortativo, era un “diamoci da fare”. Insieme.
    La cravatta non la porto mai…
    Ora scappo… ho la mia famiglia devota da curare…

  17. Anonymous says:

    Bijo insisti nel gioco… chissà, magari il tuo attuale lavoro o quello che avresti voluto esercitare ha a che fare con l’esercizio dialettico.

    Sia mai che io non apprezzi il bell’argomentare ma, ripeto ma, continui a pontificare dal buio e dall’alto o dietro al microscopio dello studioso e “godi” in questo esercizio vojeuristico. Quello che in una situazione scoperta sarebbe indubbiamente contributo o esortazione nel tuo caso diventa “onanismo intellettuale”… io sinceramente non ambisco ad essere oggetto del tuo sguardo libidinoso. Non sono così egocentrico, non sono avvezzo a certe pratiche, in sostanza non ne godo.

    Mi prendo a scatola chiusa le tue sentenze a senso unico (non riscontro risposte a certe dirette obiezioni), mi illumino della tua saggezza e per sincero spirito democratico ti pubblico ma ti prego risparmiami altre “indorate” pillole perchè sarei costretto a non risponderti per interrompere un gioco che ricorda un “peep show”…a meno che tu non abbia la sana sfrontatezza di dichiararti… ti chiedo davvero troppo? Sappi che non è curiosità, vorrei solamente saggiare il tuo coraggio. By by

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